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Titolo:
Data: 15-06-2010
Utente: ollimica    (accedi per contattare l'utente)


SPAZI ATTRAVERSATI - ProssimaMENTE. I luoghi della diversità
Mostra d’arte contemporanea e fotografia
Inaugurazione venerdì 18 giugno 2010, ore 19 in Villa dei Leoni – Mira (VE)

Il Circolo culturale Kàrabos organizza la seconda edizione di Spazi Attraversati - ProssimaMENTE. I luoghi della diversità, una mostra d’arte contemporanea e fotografica che quest’anno abbiamo dedicato al tema dell’alterità, delle diversità che caratterizzano l’essere umano interiormente ed esteriormente, in un paesaggio in continuo mutamento, complesso e sorprendente come quello della Riviera del Brenta.
L’evento verrà inaugurato venerdì 18 giugno 2010, alle ore 19:00, presso Villa dei Leoni a Mira (VE) e durerà fino a domenica 20 giugno.
La scelta del titolo è scaturita dal significato etimologico di “prossimamente”, proxìmus, ossia “vicino”, utilizzato anche per indicare “coloro tra cui viviamo, gli uomini come discendenti da un medesimo ceppo”.
Abbiamo giocato con il significato del termine, immaginandolo come una parola composta: “prossima”, l’essere vicino, adiacente, contiguo nello spazio e nel tempo a qualcosa e, soprattutto, a qualcuno. “Mente”, la dimensione intellettiva, psichica e spirituale dell’essere umano. Facendo incontrare questi due significati il nostro intento è
quello di leggere le trasformazioni del paesaggio che viviamo e ci circonda descrivendo il processo di avvicinamento al concetto di alterità per riuscire ad innescare un tentativo di appressamento a tutto quello che, rispetto a noi stessi, consideriamo appartenere alla dimensione dell’ “altro”.
L’esposizione sarà suddivisa in una sezione di opere d’arte, appositamente concesse per l’occasione da degli artisti della Riviera del Brenta e dintorni, e in una mostra fotografica costituita dalle foto selezionate nell’ambito di un contest indetto dal circolo. Ad integrazione dell'esposizione artistica e fotografica saranno proiettati dei cortometraggi inerenti al tema dell’ “alterità”, per completezza dell’argomento.
In questo senso, l’evento vuole essere un laboratorio di analisi su come viene percepito il concetto di diversità, differenza, disuguaglianza di chi non ci assomiglia non solo in senso etnico e culturale ma anche ideologicamente o fisicamente.
L’obbiettivo è fare emergere una comprensione delle differenze non come limiti alla comunicazione interpersonale ma come un valore, una risorsa, una scoperta, un’esplorazione, un diritto. L’incontro con l’altro deve essere vissuto come un “luogo” di scontro, confronto, dialogo ma non di annullamento, indifferenza, eliminazione.
L’esperienza formativa di ciascun essere umano è costantemente attraversata da continue presenze dell’Altro ed interazioni con esso. Entrare in contatto con l’altro significa varcare la soglia di un’altra identità, interagire con
qualcuno di diverso da se stessi. Attraverso questo gesto, il riconoscere l’alterità, oltre a sviluppare maggiore coscienza della propria identità si acquisisce una ricchezza culturale, si amplia la nostra essenza accogliendo qualcosa di nuovo che migliora la nostra crescita.
La Riviera del Brenta è costellata da una miriade di paesi e comunità molto piccole dove, sociologicamente parlando, capita spesso che si cerchi di annullare la diversità che ci rende tutti così unici, si tende a promuovere di più la collettività, a creare universi omologati, comunità di simili dove il singolo si deve identificare con il gruppo e la pluralità dei soggetti non viene sempre rispettata. Così la “diversità” e l’ “alterità” vengono attribuite non a ciascun individuo in quanto essere differente da un altro, unico ed irripetibile ma solo ad alcuni che presentano “particolari caratteristiche” che li rendono dissimili rispetto all’omologazione del gruppo. Ed è proprio per questo che la presenza del cosiddetto “diverso” nella società genera conflitti, mette in crisi il normale funzionamento
del sistema e condiziona in modo forte la formazione e la crescita dell’idea e percezione dell’altro da sé. Di conseguenza, la diversità diventa una minaccia della propria identità e per questo, “il diverso” è una figura perturbante, ansiogena, sospettosa.
Il cambiamento del paesaggio va di pari passo con la trasformazione delle persone, che mutano in continuazione per adeguarsi alle alterazioni del contesto in cui si trovano. In questa cornice varia il modo di rapportarsi ed approcciare con gli altri ma anche con se stessi: generalmente per sentirci accettati cambiamo, diventiamo altro da noi a seconda delle situazioni sociali che viviamo ed affrontiamo. In questo modo, se non si tutela la propria diversità e quella altrui contribuiamo a far diventare il concetto di uguaglianza una forma di violenza, di mancanza di rispetto, di cecità.
Non vedere significa non sapere, ignorare, cancellare.

Per informazioni sul programma dell’iniziativa: www.karabos.altervista.org



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