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BIOGRAFIE MESTRINI FAMOSI

Nati a Mestre
 
Placido Aldighieri (patriota)
Girolamo Allegri (aviatore)
Davide Ancilotto (cestista)
Antonio da Mestre (scultore del XIV secolo)
Andrea Borella (schermidore)
Luigi Broglio (scienziato)
Marco Bui (mountain-biker)
Luigi Candiani (pittore)
Debora Caprioglio (attrice)
Fabio Dal Zotto (schermidore)
Franco De Piccoli (pugile)
Vittorio Felisati (pittore)
Elisabetta Ferracini (presentatrice)
Tathiana Garbin (tennista)
Luisa Jovane (scalatrice)
Carlotta Mantovan (vice Miss Italia 2001)
Luigi Nono (pittore)
Mauro Numa (schermidore)
Michele Serena (calciatore)
Roberto Succo (serial killer)
Mara Venier (presentatrice)
Gio Batta Zampironi (inventore dello zampirone)
Altri personaggi famosi


Placido Aldighieri (patriota)

Di modeste origini, nacque a Mestre nel 1828, da padre veronese e madre trevigiana. Fu tra i protagonisti del 1848 mestrino (vedi anche La Sortita di Marghera). Infatti non appena Venezia e Mestre insorsero, Aldighieri, appena ventenne, si arruolò volontario e partecipò a tutte le vicende che coinvolsero Mestre in quegli anni. Quarant'anni dopo scrisse Memorie di un veterano 1848-1849: nelle sue pagine, al di là di qualche imprecisione ortografica e grammaticale, emerge un grandissima passione: il suo entusiasmo e la sua partecipazione alle imprese del Risorgimento italiano sopperiscono ampiamente alla forma semplice e cronachistica e appassionano il lettore. Nelle sue Memorie Placido Aldighieri esordisce così: "Scrivo [...] perché serva ai giovani che lo leggeranno nel caso in cui la patria italiana fosse di nuovo minacciata". Una galleria di Mestre è intitolata al suo nome.

Ulteriori informazioni su Placido Aldighieri:

Placido Aldighieri, Memorie di un veterano 1848-1849, edito nel 1962 dall'Associazione Civica per Mestre e Terraferma (attuale Centro Studi Storici di Mestre)
AA.VV., Il Quarantotto a Mestre. La rivoluzione e la popolazione, edito dal Centro Studi Storici di Mestre, 2000
Luigi Brunello, Mestre 1848-'49, Edizioni Liberalato, Mestre 1996


Girolamo "Gino" Allegri (aviatore) 
 
Girolamo Allegri, aviatore, nacque a Mestre il 25 marzo1893 e morì il 5 ottobre 1918.
Dapprima attratto dalla pittura, fu quindi impiegato di banca in Inghilterra e in Austria (a Vienna). Si arruolò poi nell'esercito: allo scoppio della Prima Guerrra Mondiale era nel 5° Artiglieria di Fortezza presso le batterie costiere del lido di Venezia. Divenne sergente e, su sua richiesta, pilota aviatore (1916). Impiegato per 11 mesi al fronte, fu autore di 119 voli, conseguì cinque encomi, due croci di guerra, una medaglia di bronzo, tre medaglie d'argento, una medaglia d'oro e una promozione per meriti di guerra. Era impiegato sia in ricognizioni sia in attacchi al suolo con bombe e mitragliatrice.
Fu promosso tenente e scelto per partecipare ad un volo su Vienna assieme al grande poeta Gabriele D'Annunzio, che per la lunga barba lo aveva soprannominato Fra' Gino e poi Fra' Ginepro.
Morì a San Pelagio, presso Padova, il 5 ottobre 1918 per un banale incidente di volo, quando ormai era già tornato alla base dopo un bombardamento su Monfalcone.

Ulteriori informazioni su Girolamo Allegri:

Paolo Borgonovi, Gino Allregri: fra' Ginepro in Quaderno di Studi e Notizie numero 9 (nuova serie), Centro Studi Storici di Mestre 2002


Davide Ancilotto (cestista)

Davide Ancilotto (Mestre, 31 gennaio 1974 - Roma, 24 agosto 1997), cestista. Comincia a giocare a basket in vari ruoli, per poi diventare guardia; è alto 2 metri e 1 centimetro. In serie A ha giocato 178 partite, militando per due stagioni nella Phonola Caserta (1991-'93), poi Onjx (1993-'94) e Juve Caserta (1994-'95). È passato poi alla Madigan Pistoia (1995-'96) e infine ha collezionato 28 presenze nella Telemarket Roma, nella stagione 1996-'97. Giocatore di talento e di sicuro avvenire, ha segnato 1890 punti in carriera, tanto da risultare il miglior realizzatore in quasi tutte le formazioni in cui ha militato. Aveva addirittura debuttato in nazionale italiana il 12 novembre 1995 a Helsinki e con la maglia azzurra aveva poi giocato 18 partite. Davide Ancilotto ha avuto un grave malore nel corso di un'amichevole giocata dalla sua squadra a Gubbio ed è morto all'ospedale di Roma in seguito ad arresto cardiaco alle ore 23:45 del 24 agosto 1997. In ricordo del giovanissimo giocatore il Palazzetto dello Sport del Coni in Via Olimpia a Mestre è stato intitolato "Davide Ancilotto". I tifosi del Basket Roma ricordano tuttora la morte prematura di Davide con uno striscione sempre presente nella loro curva.

Ulteriori informazioni su Davide Ancilotto:

A Davide, 80 pagine, 127 fotografie di Giulio Ciamillo e Elio Castoria, testi a cura di Marco Valenza, 1998 (qui sotto la copertina del libro)


Antonio da Mestre (scultore del XIV secolo)

Illustre scultore, vissuto fra Trecento e Quattrocento e operante tra Vicenza e Verona, del quale tuttavia non si hanno notizie certe.
Tracce sulla sua esistenza provengono dal Testamento di Barnaba da Morano (Verona, 1411), nel quale, tra i vari lasciti, uno viene effettuato a favore di Antonio da Mestre, il quale doveva essere verosimilmente, secondo lo storico dell'arte Luigi Simeoni, anche l'autore della tomba di Barnaba da Morano.
Il fatto che talora come autore di sculture dell'epoca si trovi indicato un "Antonio da Venezia" è da ritenersi con tutta probabilità un'imprecisione tramandata dalle fonti e pertanto anche tale espressione si riferirebbe ad Antonio da Mestre medesimo.
Ad Antonio da Mestre sono attribuite varie sculture. Tra le più importanti, ricordiamo la Tomba di Barnaba da Morano (Verona, Chiesa di San Fermo), il Capitello di Piazza delle Erbe (Verona, Via Nuova), Tomba di Simone da Serego (Vicenza, Chiesa di San Vincenzo), Tomba di Federico Cavalli e Tomba di Tommaso Pellegrini (Verona, Chiesa di Sant'Anastasia), Pulpito della Chiesa di San Fermo (Verona), Polittico con Madonna e Bambino (Soave, nella non più esistente Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo), Tomba di Pio del Carretto (Carpi, Chiesa di San Francesco).

Ulteriori informazioni su Antonio da Mestre:

Luigi Simeoni, Il giurista Barnaba da Morano e gli artisti Martino da Verona e Antonio da Mestre in Nuovo Archivio veneto, Venezia 1910
G.L.Mellini, Scultori veronesi del Trecento, Venezia 1971
Lorenzo Cesco, Tracce e ipotesi su Antonio da Mestre nella scultura di Venezia e Verona tra Tre e Quattrocento, Alcione Editore 1999

Andrea Borella (schermidore)

Vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 nel fioretto a squadre assieme a Stefano Cerioni, ad Andrea Cipressa, ad Angelo Scuri e soprattutto all'altro mestrino Mauro Numa.
Iscritto anch'egli al Circolo Scherma Mestre "Livio Di Rosa", Andrea Borella fa parte del gruppo degli schermidori che hanno fatto grande la Mestre della scherma. Attualmente Andrea Borella svolge le mansioni di maestro di scherma presso il Circolo Scherma Mestre.


Luigi Broglio (scienziato)

Scienziato (Mestre, 6 novembre 1911 - Roma, 11 gennaio 2001). Fu Docente di ingegneria presso l'Università La Sapienza di Roma e il primo preside della Facoltà di Ingegneria Aerospaziale quando questa venne aperta anche in Italia. Fu a capo del Centro ricerche aerospaziali creato in collaborazione con la'Aeronautica nel poligono missilistico sardo di Perdasdefagu. Nel frattempo fu nominato "Mestrino dell'anno" nel 1962 dall'Associazione Civica per Mestre e la Terraferma. Raggiunse il grado di Generale del Genio Aeronautico. Fu l'inventore della "bilancia Broglio", strumento per misurare la pressione atmosferica anche ad altissima quota. Nel 1964 cominciò a far partire da piattaforme italiane nelle acque al largo del Kenia dei razzi-sonda di costruzione americana, che avrebbero aperto la via ai satelliti italiani: il 15 dicembre 1964, grazie a Broglio, l'Italia fu il primo paese al mondo, dopo Usa e Urss, a lanciare nello spazio un proprio satellite: il San Marco 1 (si sarebbe poi arrivati fino al San Marco 5, del 1988). Quando l'A.S.I. (Agenzia Spaziale Italiana) respinse suoi ulteriori progetti, Luigi Broglio si dimise (1993) e si ritirò a vita privata. Morì a Roma l'11 gennaio 2001.

Ulteriori informazioni su Luigi Broglio:

Paolo Borgonovi, Luigi Broglio scienziato mestrino in Quaderno di Studi e Notizie numero 9 (nuova serie), Centro Studi Storici di Mestre 2002

 
Marco Bui (mountain-biker) 


 Ciclista di livello mondiale nella mountain-bike, Marco Bui nasce a Mestre il 17 ottobre 1977. Ha la licenza media e non è sposato. Vive a Pergine Valsugana (TN). Ha cominciato a correre con la società ciclistica di Mogliano nel 1985, con l'allenatore Paolo Garniga. Oggi è alto 1,74 m e pesa 64 kg. Sua attuale società è la Full Dynmix By Battaglin ed è allenato da Paolo Rosola.


Cinque volte campione italiano (1998, 1999 le sue prime due vittorie), nel 2004 a Genova è arrivato secondo dietro il suo compagno di squadra Acquaroli; ha conquistato nuovamente il tricolore nel 2005. Ha vinto inoltre il campionato mondiale under 23 ad Are nel 1999, ha ottenuto oltre 50 vittorie in carriera, è stato convocato in nazionale 8 volte. Ha partecipato alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 (ma purtroppo è caduto in gara ed è arrivato solo sedicesimo) e alle Olimpiadi di Atene 2004 si è piazzato decimo, nonostante un'altra caduta. Ha già avuto contatti con società professionistiche del ciclismo su strada.


Grazie ai suoi notevoli miglioramenti nella tattica, nel 2005 ha ottenuto, oltre al quinto titolo italiano, anche una vittoria in Coppa del Mondo, ad Houffalize in Belgio (cinque anni dopo l'ultima affermazione di un italiano in questa competizione, cioè il successo di Martino Fruet a Mazatlan nel 2000) e, agli Europei di Kruisberg, sia il bronzo individuale sia l'oro nella cronostaffetta a squadre. Sempre nel 2005, ai Mondiali di cross-country di Livigno, ha conquistato l'argento nel Team Relay: in prima frazione Marco Bui ha realizzato il miglior tempo in assoluto, poi nelle altre frazioni la staffetta italiana è stata completata da Tony longo, Eva Lechner e Johannes Schweiggl. 

 

Ulteriori informazioni su Marco Bui:

«Io, cavallo pazzo della Mtb, sono pronto per l'oro iridato», intervista di Luigi Perna, in Sportweek, 27 agosto 2005, p.30

 
Luigi Candiani (pittore)

Luigi Candiani, pittore (Mestre 1903 - 1963). Si formò sotto la guida di Urbani de Gheltoff, nella scuola d'arte "Ticozzi". Nel 1926 partecipò alla prima mostra d'arte mestrina. Nel 1929 espose per la prima volta presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e fino al 1961 partecipò ad importanti mostre di tale Fondazione. Espose alla Biennale nel 1938, 1948, 1950. Espose inoltre anche alla Triveneta di Padova e alla Quadriennale di Roma; al 1957 risale la sua prima mostra personale, a Mestre. Ormai pittore affermato, conseguì numerosi premi e riconoscimenti. Candiani dipingeva prevalentemente paesaggi, specie locali: da Mazzorbo a Burano, da Brondolo a Teolo, da Monfumo a Breganze, da Marghera a Malcontenta. Le sue opere non ignoravano le innovazioni apportate alla pittura da Cezanne, Van Gogh e dagli impressionisti. Candiani dipingeva in rosa e azzurro le strutture portanti della raffigurazione e illuminava il tutto con una luce soffusa; nell'ultimo periodo le sue opere divennero più tese e il rosa e azzurro vennero ingrigiti. Morì nel 1963, nel pieno della sua carriera.
A Mestre gli sono stati intitolati un Piazzale e il Centro Culturale nel quale nel 2003 si è tenuta una mostra in occasione del centenario della sua nascita.

Ulteriori informazioni su Luigi Candiani:

Gigi Candiani 1903-2003: Retrospettiva nel centenario della nascita, a cura di Tiziana Agostini e Enzo Di Martino, Mestre 2003

Debora Caprioglio (attrice)

Nata a Mestre. Frequenta il liceo classico "Raimondo Franchetti" di Mestre fino al quarto anno, ma solo qualche anno più tardi, a Roma, otterrà la maturità, da privatista, all’"Augusto" di Roma e comincerà anche a studiare giurisprudenza.
A diciotto anni arriva finalista al concorso "Un volto per il cinema" e viene avvicinata dal famoso attore Klaus Kinsky che ne fa la sua musa preferita per ben due anni, dirigendola registicamente in "Paganini" (1989). Con Tinto Brass gira "Paprika" (1991), lungometraggio erotico, in cui interpreta una giovane prostituta istriana. Incontra poi Francesca Archibugi, con la quale riesce a staccarsi dal ruolo di sex-symbol: interpreta un personaggio drammatico in "Con gli occhi chiusi" (1994). Tra i molti altri film ricordiamo "Albergo Roma", per la regia di Ugo Chiti, a Debora particolarmente caro. Assieme a Fabrizio Frizzi è protagonista di "Non lasciamoci più", fiction in sei puntate, per la regia di Vittorio Sindoni. Ne interpreterà presto la seconda serie. Ha recitato anche in teatro, interpretando, tra gli altri, nel 1998 "Un coperto in più" di Maurizio Costanzo, per la regia di Geppy Gleijeses (insieme ad Antonino Iuorio e Beatrice Palme) e "L'importanza di chiamarsi Ernesto" (2002) e "Un marito ideale" (2003) di Oscar Wilde. Dal 1998 al 2003 è stata sentimentalmente legata all'attore e regista napoletano Geppy Gleijeses.

Ulteriori informazioni su Debora Caprioglio:

Alessandro Cuk, Debora Caprioglio, da Paganini a Oscar Wilde, Alcione Editore 2002


Fabio Dal Zotto (schermidore)

Fabio Dal Zotto fu il primo grande talento del Circolo Scherma Mestre. Allievo del maestro Livio Di Rosa, a soli 19 anni partecipò alle Olimpiadi di Montreal '76, dove vinse la medaglia d'oro nel fioretto. Fu una vittoria quanto mai inaspettata: qualche mese prima, a scuola, l'avevano addirittura esonerato dalle lezioni di educazione fisica ritenendolo troppo magro. Venne portato alle Olimpiadi solo perché facesse esperienza e invece in finale riuscì addirittura a battere un mostro sacro come il sovietico Alexander Romankov, che in patria aveva vinto tutto, in soli tre minuti.
A Montreal 1976 Fabio Dal Zotto, assieme a Stefano Simoncelli, Carlo Montano, Attilio Calatroni e Giambattista Coletti conquistò anche la medaglia d’argento olimpica nel fioretto a squadre.
E nel 1981 la squadra di fioretto del Centro Sportivo Carabinieri (Fabio Dal Zotto, Mauro Numa, Carlo Montano e Angelo Scuri) si aggiudicò la Coppa Europa riservata ai club, la prima affermazione del genere ottenuta dall’Italia.
Descritto come un ribelle, Dal Zotto era in realtà un ragazzo sincero e altruista.

Ulteriori informazioni su Fabio Dal Zotto:

AA.VV., Olimpiadi, la grande storia, Edito da Il Gazzettino, 1992, volume 8


Franco De Piccoli (pugile)

Franco De Piccoli nacque a Mestre. Fu il primo e unico peso massimo italiano a conquistare un oro olimpico. La sua vittoria avvenne a Roma 1960.
Nell'Olimpiade 1960, preferito a Masteghin, De Piccoli batté subito il forte russo Abramov e, in finale, il sudafricano Bekker addirittura al primo round.
De Piccoli divenne anche Campione del Mondo Militare. Militò nell'Union Boxe Mestre.
Fisico eccezionale, pugno fulminante, mascella forse leggera, Franco De Piccoli ebbe forse la sfortuna di avere un procuratore ben poco lungimirante, Bruno Amaduzzi. Quest'ultimo infatti, dopo che De Piccoli aveva cominciato bene nei primi incontri da professionista, lo oppose a Bethea, pugile non eccezionale ma mancino e che perciò mise in enorme difficoltà De Piccoli, lo sconfisse e ne decretò in pratica la fine della carriera.

Ulteriori informazioni su Franco De Piccoli:

AA.VV., Olimpiadi, la grande storia, Edito da Il Gazzettino, 1992, volume 6


Vittorio Felisati (pittore)

Pittore, Vittorio Felisati è nato nel 1912 a Mestre, dove vive tuttora. È fratello di Giovanni Felisati, partigiano cui è dedicata l'omonima via di Mestre (vedi).
Nel 1923 si diploma alla Scuola d’Arte della sua città. Tra il 1937 e il 1950 espone alla Fondazione Bevilaqua la Masa.
Tra il 1947 e il 1952 partecipa a diversi premi in territorio regionale. Dal 1958 in poi espone le sue opere in ben dieci edizioni del Premio Mestre, vincendo nel ’62 il Pennello d’Oro. Nel 1983 espone trentacinque lavori in una mostra dedicata alla storia di Mestre, mentre nel 1990 partecipa a un’antologica sull’autoritratto. Nel 1996 riceve il Leone di Cristallo per meriti artistici legati alla cultura cristiana, mentre l’anno successivo viene insignito del Premio Solidarietà di Mestre; ancora del 1997 è una sua personale dedicata ad opere di paesaggio.
Suoi lavori sono esposti in diverse sedi pubbliche e private tra cui il Municipio di Mestre e la Chiesa parrocchiale di Carpenedo.
Durante il suo lungo percorso pittorico, le opere di Vittorio Felisati testimoniano le profonde trasformazioni del territorio di Mestre e dintorni, dal primo sviluppo cittadino alla ricerca di ambientazioni più naturalistiche.
Tra febbraio e marzo 2003 gli è stata dedicata una mostra al Centro Culturale "Candiani" di Mestre, dove sono stati esposti oltre sessanta suoi dipinti, a descrivere l'intero arco della sua carriera pittorica.


Elisabetta Ferracini (presentatrice)

Nata il 13 Ottobre 1968 a Mestre. Figlia della star televisiva Mara Venier e dell'attore Francesco Ferracini.
Nel 1991 debutta in televisione, con una parte nella serie "Chiara e gli altri". Nel 1994 partecipa al programma del sabato sera "Tutti a casa" e l'anno successivo è co-presentatrice dello "Zecchino d'oro".
Tra il 1994 e il 1998 conduce il programma per ragazzi che la rende famosa: assieme a Mauro Serio è presentatrice del programma televisivo per bambini "Solletico" (vincitore di un Telegatto).
Nell'estate 98 presenta lo show musicale "Tournee - musica in movimento", poi appare in varie trasmissioni, tra cui "Va ora in onda" e "Domenica in". Di quest'utlimo contenitore domenicale sarà co-presentatrice tra l'ottobre1998 ed il maggio1999.
Nel 2002 ha un figlio, Giulio, dall'avvocato romano Carlo Longari.

Ulteriori informazioni su Elisabetta Ferracini:

http://www.geocities.com/TelevisionCity/Studio/8828/ (Sito non ufficiale "Bettina Bettina")

Tathiana Garbin (tennista)

Tathiana Garbin, nata a Mestre il 30 giugno 1977, da giovanissima pratica sci e tennis. Opta poi per quest'ultimo sport e nel 1993 diventa Campionessa Italiana under 16 e viene convocata nel centro federale di Latina sotto l'allenatore Di Domenico.
Partecipa a tornei di serie B fino al 1996, quando conquista il Master Finale. Dal 1996 passa tra le professioniste e ottiene numerosi successi. Vince tornei dell'Itf Tour in singolare a Catania nel 1996, a Novi Sad 1997, a New Dehly nel 1998, a Civitanova Marche e a Manila nel 1999, a Caserta nel 2001 e a Cuneo nel 2003. Vince anche un torneo WTA: il torneo di Budapest (montepremi 100,000 $) nel 2000. La tennista mestrina (all'epoca n.77 al mondo) sconfigge in finale la Boogert in soli due set, col punteggio 6-2 7-6 (7-4) in 1 ora e 19 minuti. Si tratta del secondo successo di un'italiana nel circuito WTA da quando quest'ultimo venne inaugurato, nel 1994: la precedente vincitrice azzurra era stata Gloria Pizzichini nel 1996. Inoltre Tathiana Garbin arriva in finale a New Dehly (1999), a Dubai e a Bogotà (2000). Tathiana ottiene importanti vittorie anche nel doppio: dapprima, nel 1998, in coppia con Canepa vince ad Orbetello e ad Atene; quindi vince a Rhodes 1999 in coppia con Hopmans; poi, assieme a Marosi, nel 2000 trionfa a Dubai; infine crea un doppio con Husarova, con la quale vince i tornei di Varsavia (2000), Bogotà e Budapest (2001). In coppia con Emilie Loit vince il doppio di Camberra nel 2003.
Ha raggiunto la sua miglior posizione mondiale al numero 38 della classifica WTA per singolariste (ottobre 2000). In singolare Tathiana può vantare vittorie contro quotate avversarie quali Justine Henin (due volte, l'ultima ai Roland Garros 2004), Monica Seles, Yelena Dokic, Elena Likhovtseva, Elena Dementieva, Arantxa Sanchez Vicario, Henrieta Nagyova, Chandra Rubin (2004).
E' stata anche convocata nella Nazionale italiana per disputare alcune partite di Federation Cup. In particolare ha fatto parte della Nazionale di Fed Cup capitanata da Raffaella Reggi dal 1999 al 2000, collezionando 2 vittorie e 1 sconfitta in singolare e 2 sconfitte nel doppio con sparring Adriana Serra Zanetti. Nel 2003 e nel 2005 viene di nuovo convocata per la Federation Cup doppio contro le statunitensi a Washington, il singolare e il doppio contro le russe. Ha fatto parte della rappresentativa italiana alle Olimpiadi del 2000 a Sidney, uscendo però al primo turno. Nel 2004 ha nuovamente partecipato alle Olimpiadi, ad Atene, sia nel doppio assieme alla Vinci, sia nel singolo, in cui è stata eliminata nei sedicesimi da Pratt, dopo aver superato la più quotata israeliana Pistolesi.
Partecipa alla serie A; si allena a Roma con l'allenatore Giampaolo Gobbo. Il suo soprannome è Tax e dal 1999 ha un simpaticissimo sito internet personale che merita senz'altro una visita.

Ulteriori informazioni su Tathiana Garbin:

Tax Garbin: il sito internet ufficiale di Tathiana Garbin: merita una visita! Indirizzo:  www.taxgarbin.com


Carlotta Mantovan (vice Miss Italia 2001)

Carlotta Mantovan, nata a Mestre il 26 dicembre 1982, ha frequentato il liceo classico "Raimondo Franchetti" di Mestre, dove ha superato l'esame di stato nel 2001. Nella stessa estate, a Salsomaggiore Terme, dove è giunta indossando la fascia di Miss Veneto, ha partecipato alle finali nazionali di Miss Italia, piazzandosi al secondo posto e ottenendo la fascia di Miss Deborah. Il sito di Miss Italia recitava, a suo proposito: "Alta 1 metro e 72, pesa 51 chili e le sue misure sono 87-60-88".
Ha scritto su "Il Gazzettino" e iniziato a frequentare la facoltà di Scienze della Comunicazione a Trieste.
E' la testimonial dell'associazione giornalisti "Stampa Veneta Insieme". E' stata ospite della manifestazione 2001/2002 del "Radicchio d'Oro" a Castelfranco dove è stata anche la madrina della 14ª edizione della "Spiga d'Oro". Ha partecipato a diverse manifestazioni di solidarietà tra cui: "Voglia di solidarietà 3" il 4 marzo 2002 al Palasampietro di Casnate (assieme a Alena Seredova, Federica Fontana, Alessia Fabiani), "Insieme per la vita" il 6 aprile 2002 allo Stadio Baracca di Mestre e "In campo per un sorriso" il 22 aprile 2002 allo Stadio Comunale di Mariano Comense.
Il 5 giugno 2002 ha sfilato ufficialmente per la prima volta come modella durante l'annuale manifestazione "Modamare a Portocervo" (Canale5). Ha partecipato alle selezioni per le nuove "Veline" di Striscia la Notizia, giungendo fino alle semifinali. Nel 2002 ha partecipato a "Viva Miss Italia" e a "Miss Italia", su Raiuno.
Nel 2005 ha presentato le previsioni del tempo su Sky News 24.

Ulteriori informazioni su Carlotta Mantovan:

http://www.tv-stars.it/carlottamantovan/index.htm (sito non ufficiale)


Luigi Nono (pittore)

Pittore (Fusina, Mestre sud-ovest, 1850 - Venezia, 1918). Trascorse l'infanzia a Sacile, dove la sua famiglia si trasferì nel 1851. Iscrittosi all'Accademia delle Belle Arti di Venezia nel 1864, fu allievo di Pompeo Marino Molmenti e amico di Giacomo Favretto. Nel 1872 morì per annegamento il suo giovanissimo fratello Igino. Oltre al richiamo allegorico di tale tragedia, temi ricorrenti delle sue opere sono il realismo e il forte intimismo di cui sono soffusi i suoi quadri, dapprima di soggetto paesaggistico e poi maggiormente ispirati a tematiche sociali. Prese parte all'Esposizione di Brera nel 1873, viaggiò quindi tra l'Italia, Vienna e Parigi, dove entrò in contatto con i pittori della Scuola di Barbizon. Si sposò nel 1888 e si trasferì definitivamente a Venezia. Dal 1897 partecipò alla Biennale di Venezia; nel 1901 fu organizzata una sua importante personale. Dal 1899 al 1917 insegnò pittura presso l'Accademia di Venezia. Tra le sue più celebri opere si rammentano La morte del pulcino (1881, dipinto ad olio su tela conservato a Ca' Pesaro, Venezia, cm 77 x 122, immagine qui sotto) e Refugium peccatorum (1882, Galleria Nazionaled'Arte Moderna di Roma). Gli è stata intitolata una via a Zelarino (Mestre ovest). 


Luigi Nono, La morte del pulcino

(1881, dipinto ad olio su tela conservato a Ca' Pesaro, Venezia, cm 77 x 122, regalo Margherita di Savoia, Biennale 1901).

Ulteriori informazioni:

AA.VV., Dalle macchine alle maschere. pittura veneziana 1869-1914, a cura di Flavia Scotton, Musei Civici Veneziani, Marsilio, Mestre 2002


Mauro Numa (schermidore)

Nato a Mestre nel 1961, Mauro Numa è stato uno dei più grandi fiorettisti di sempre, tanto che la rivista Escrime, organo ufficiale della Federazione francese di scherma ebbe a definirlo “nato per vincere”.
Proveniva dalla fiorente scuola di grandi schermidori mestrini. Fu allievo del grande maestro livornese Livio Di Rosa.
A 17 anni, nel 1978, si laureò per la prima volta campione del Mondo Giovani (titolo riconquistato tre anni più tardi). Nel 1979 e nel 1981 fu medaglia d’argento nel Campionato del Mondo a squadre. Nel 1981 conquistò l’oro nella Coppa Europa a squadre. L’anno seguente conquistò l’oro nella Coppa del Mondo. Il 1983 vinse l'oro individuale nella Coppa del Mondo, nel Campionato d’Europa individuale, nelle Universiadi e nei Giochi del Mediterraneo, nonché l'oro a squadre nelle Universiadi.
Alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 col fioretto Mauro Numa fece addirittura l'en plein, vincendo gara individuale e torneo a squadre. Mauro Numa, allora studente appena 22enne, fu protagonista di un'Olimpiade straordinaria. In semifinale Numa eliminò, al termine di una strepitosa rimonta l'amico e connazionale Stefano Cerioni (anch'egli allievo di Di Rosa a Mestre), il quale poi si sarebbe consolato con il bronzo individuale e con l'oro a squadre, conquistato dall'Italia grazie a Cerioni, a Mauro Numa, all'altro mestrino Andrea Borella, al veneziano Andrea Cipressa e al fiorentino Angelo Scuri..
Il 3 agosto 1984 nella finale di fioretto individuale, presso il "Convention Centre" di Long Beach, il mestrino Numa si trovò di fronte il tedesco occidentale Mathias Behr. Behr, atleta fortissimo ma sfortunato, si era precedentente ritirato dopo che, per una tragica fatalità aveva provocato, con la punta del fioretto, infilatasi nelle maglie della maschera. la morte dell'avversario sovietico Vladimir Smirnov, vincitore della medaglia d’oro di Mosca. Prima delle Olimpiadi aveva deciso però di tornare in pedana per onorare la memoria dello sfortunato Smirnov.
La finale tra Numa e Behr fu intensissima. In svantaggio 3-7 ad un minuto dalla fine, Numa recuperò e a tre secondi dal termine vinceva 9-8. A quel punto Behr piazzò la stoccata del 9-9 da una posizione "impossibile": da dietro le spalle. Tutto da rifare; la sfida sarebbe stata decisa da un'ultima, fondamentale, stoccata. Vinse il nostro Mauro Numa con una stoccata in pieno petto. Il suo urlo di gioia e liberazione (nella prima foto qui sotto) entrò nella storia della scherma italiana.
Il ventiduenne mestrino, nonostante la giovane età, era già sposato e aveva un figlio avuto proprio nel 1984, poco prima delle Olimpiadi. Ai giornalisti disse: «Dedico questa vittoria a mia moglie Laura e a mio figlio Alessandro. Quanti sacrifici ho fatto per arrivare a questa medaglia. Quest’anno ho pensato solo alle Olimpiadi: ho lasciato la Coppa del Mondo, che detenevo, a Cerioni perché era questo di oggi il successo a cui tenevo, il più importante della mia carriera».
Nel 1985 tornò a vincere la Coppa del Mondo, trascurata l’anno precedente per concentrarsi sulle Olimpiadi e si aggiudicò il Campionato del Mondo individuale e quello a squadre. Vinse il Master del 1985, conquistò il bronzo nel Campionato del Mondo del 1986 e l’oro nel Campionato del Mondo a squadre nel 1986 e 1990. Dopo la partecipazione alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, Mauro Numa ha abbandonato la scherma per dedicarsi al lavoro in una compagnia assicurativa. 


  
L'urlo di Mauro Numa dopo la vittoria nel Fioretto individuale alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles

Federica Pellegrini (nuotatrice)

                                               

E' nata a Mirano, il 5 agosto 1988. Tesserata per il Circolo Canottieri Aniene Roma, vive e si allena a Verona, presso il Centro Federale, seguita direttamente da Alberto Castagnetti, allenatore della Nazionale.
Il mondo si accorge di Federica durante l'Olimpiade di Atene, quando vince la medaglia d'argento nei 200 stile libero. L'anno successiva bissa l'argento a Montreal, ai Campionati Mondiali.
Perfezionista, estremamente competitiva, Federica nel 2006 ha cambiato letteralmente vita per issarsi ancora più in alto, si è posta come obiettivo dichiarato di Pechino 2008. L'anno scorso, in preparazione all'Olimpiade, ha vinto sempre nei 200 stile libero la medaglia di bronzo, ma ancora fresco nel ricordo di tutti è il record mondiale con 1:56.47 stabilito proprio nella vasca di Melbourne il giorno prima. Il record le sarà poi tolto dalla Manaudou.
Federica è primatista italiana nei 50, nei 100, nei 200 e nei 400 stile libero. E' soprattutto in queste due ultime gare che la progressione fra il 2006 e il 2007 risulta clamorosa: 1:56.47 contro 1:58.38 e 4:05.79 contro 4:08.91.
Nella pur giovane carriera, la Pellegrini vanta anche 23 titoli italiani Assoluti, un argento e un bronzo ai Mondiali 2006 in vasca corta, un argento agli Europei 2006 e uno agli Europei 2007 sempre in vasca corta.
Federica ha un fratello più piccolo di nome Alessandro, adora leggere e nonostante gli impegni ha sempre avuto buoni risultati scolastici. Adora i pupazzi e i peluche, in particolare i leoncini. Suo papà Roberto lavora in un hotel di gran lusso a Venezia, ma in passato faceva il paracadutista. La mamma Cinzia è la segretaria nella piscina di via Olimpia a Mestre, dove è sbocciato questo incredibile talento del nuoto italiano.
Federica ha quattro tatuaggi e un piercing. Tifa Juventus e cura con grande passione il suo sito. E' molto attiva anche nel sociale quale testimonial ADMO e ambasciatrice nei progetti che coinvolgono tematiche legati ai disturbi alimentari. Vive a Verona con un gatto che ha chiamato Neve

Michele Serena (calciatore)

Calciatore, nasce a Mestre il 10 Marzo 1970. Laterale difensivo ma se necessario anche di centrocampo, cresce calcisticamente nelle giovanili del Calcio Mestre, con il quale fa anche il suo debutto tra i professionisti (C2), alla fine del campionato 1986-'87, nella partita contro il Suzzara (? controllare ?). Ha poi militato in innumerevoli squadre italiane di serie A anche di altissimo livello (Juventus, Inter, Sampdoria, Fiorentina), con una parentesi nella Liga spagnola nell'Atletico Madrid (1998-99). Ha giocato anche nella nazionale italiana. E' alto 178 cm e pesa 79 kg. Attualmente milita nell'Inter.

Ulteriori informazioni su Michele Serena:

www.inter.it
http://soccerage.rete.it/it/04/00304.html


Roberto Succo (serial killer)

Roberto Succo (Mestre 1962 - Vicenza 1988). Nell'81, a Mestre, a soli 19 anni uccise a coltellate il padre e la madre (Nazario Succo e Maria Lamon) perchè i genitori non gli volevano prestare la macchina. Riconosciuto infermo di mente, fu condannato a dieci anni di carcere psichiatrico, a Reggio Emilia, dove tra l'altro riuscì a conseguire una laurea. Nel 1986 però evase e dapprima si rifugiò in Svizzera. Quindi riuscì a passare in Francia, dove divenne serial killer per caso. Spostandosi tra la Provenza e la Costa Azzurra a sud e la Savoia a nord seminò il terrore: nel suo "curriculum" stupri, aggressioni, sequestro di ostaggi, in un crescente delirio, e almeno sei omicidi, tra cui quello di un commissario francese. Acchiapparlo non era facile perchè gli investigatori tardarono a collegare i vari crimini, apparentemente slegati. Succo intanto tentava di vivere una vita quasi normale, fidanzandosi con Lea, conosciuta d'estate sulla Costa Azzurra. Alla fine, dopo essere passato anche attraverso la Svizzera, Succo fu preso proprio a Mestre, vicino alla sua casa (1988), al termine di un'estenuante caccia all'uomo. Venne incarcerato prima a Treviso e poi a Vicenza.
Morì suicida a 26 anni nel carcere di Vicenza nel 1988: si soffocò infilando la testa in un sacchetto di nylon.
La storia ha ispirato una commedia a Bernard-Marie Koltes, un libro-inchiesta alla giornalista Pascale Froment (edito in Italia da Marsilio) e un recente film di Cedric Kahn (vedi sotto).

 "Roberto Succo" (sotto la locandina), film francese del 2001, ha concorso anche al festival di Cannes nello stesso anno. È giunto nelle sale italiane nell'agosto 2002.
Si tratta del terzo film del regista francese Cedric Kahn. Ecco come parlano del personaggio principale il regista e l'attore protagonista, l'emergente attore italiano Stefano Cassetti (Brescia 1975) (fonte di entrambe le interviste: Ansa).
- Kahn: «Non è un serial killer», dice il regista, «è un pazzo schizofrenico, capace di azioni infantili, tenere, ma anche violente, atroci, fino all'automutilazione, un dolore fisico che deve esorcizzare il dolore morale, la lacerazione interiore». «Ci sono troppi film autobiografici in giro, penso che la gente abbia voglia di storie vere, anche crude, anche laceranti».
- Cassetti: «Vorrei scomparire, sono timido, non mi piace essere riconosciuto per la strada. Il mio hobby è l'arte contemporanea, il mio attore di riferimento Topolino. Sono terrorizzato dalla stampa che appiccica etichette e magari da domani mi chiamerà 'serial killer'. I miei genitori erano perplessi, ma io sono indipendente e ho scelto di rischiare. Mi ha convinto Cedric quando mi ha detto che non voleva fare di Succo un eroe. Però quando mi sono visto sullo schermo ho avuto paura: un po' mi dà fastidio la mia immagine, un po' mi ha spaventato l'energia che ci ho messo, il realismo di certe scene di violenza». «Ancora oggi, credo ci siano ultrà del Mestre che si fanno chiamare 'Brigate Succo'» 

Ulteriori informazioni su Roberto Succo:

Omicidi Seriali: un sito sui serial killers. Indirizzo: www.omicidiseriali.it
Clarence.com contiene uno speciale sul film e sulla vicenda di Succo. Indirizzo: 
http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/speciali/020823succo/
Pascale Froment, Ti ammazzo, Marsilio 1992
Michael Newton, Dizionario dei serial killers, Newton & Compton Editore, Roma 2001


Mara Venier (presentatrice)

Mara Provoleri (vero nome di Mara Venier), nata a Mestre, dove abitava agli inizi, il 20 ottobre del 1952, è una celebre conduttrice televisiva.
Dapprima si dedica al cinema: "Il Diario di un italiano" (1971), "Abbasso tutti, viva noi" (1974), "Cattivi pensieri" (1976), "Un'emozione in più" (1980), "...E noi non faremo harakiri" (1981), "Testa o croce" (1982). Segue la fiction, dove la vediamo nei panni di Undulina Singer, recita nello sceneggiato "Greggio e pericoloso" (1981) e a fianco di Elsa Martinelli in "Atelier".
La sua carriera subisce una svolta quando partecipa al programma "Candid Camera show" (1987). Da allora colleziona presenze nel piccolo schermo: la troviamo al fianco di Red Ronnie nel varietà "Una rotonda sul mare" (1989) e di Enrico Vaime nel salotto televisivo "...E compagnia bella" (1991), presenta poi due edizioni del "Cantagiro" (1990 e 1991), partecipa al programma "Ora di punta" (1992). Nel 1993 Mara Venier comincia a presentare "Domenica in" e diventa per tutti la signora della domenica.
Sull'onda del successo di RaiUno la conduttrice viene acclamata come una stella della tv: approda, voluta da Pippo Baudo, al "Dopofestival" (1994) e in "Luna Park" (1994-95 e 1995-96) per poi, però, abbandonare temporaneamente la Rai.
A Mediaset infatti dirige il "Gran Premio internazionale della televisione" nel 1995 e nel 1996 e accanto a Gianni Morandi è la protagonista nel 1995 della fiction "La voce del cuore". Ma Mara Venier - sul set anche in "Il goal del martin pescatore" (1996) - medita subito il clamoroso ritorno. La signora della domenica torna a risplendere nel 2000 in Rai, nel ruolo di "Fantastica italiana". Nel 2001 conduce insieme a Carlo Conti la trasmissione "Dom&Nika in", per la regia di Jocelyn. Nel 2002, dopo la conduzione della serata speciale di RaiUno "Venezia la luna e tu", torna a fare da padrona di casa nella nuova edizione 2002-2003 di "Domenica in". Nel giugno 2003 conduce il programma di Gianni Boncompagni "Telefonate al buio".


Gio Batta Zampironi (inventore dello zampirone)

Il Dottor Gio Batta Zampironi fondò il suo laboratorio farmaceutico per la produzione di fidibus ed insettifughi a Mestre nel 1862. Egli fu inventore e primo fabbricante di quello che da lui prese il nome di "zampirone". Lo zampirone è un insettifugo a forma di striscia o di spirale che, bruciando lentamente, allontana zanzare e altri insetti molesti.

Ulteriori informazioni su Gio Batta Zampironi:

Alberto Savinio, Nuova Enciclopedia, Adelphi Edizioni, Milano 1977
Sergio Barizza, Un secolo fa a Mestre

Altri personaggi famosi nati a Mestre

Carlo Agnoletti
Storico e letterato, fu autore di numerose pubblicazioni tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Tra queste si ricorda Mestre: memorie storiche del castello e delle chiese (1889). Gli è stata intitolata una via a Favaro (Mestre est).

Guido Bergamo
Patriota e medico (Mestre 1893 - 1953). Volontario nella prima guerra mondiale, ottenne quattro medaglie d'argento e quattro encomi solenni. Fu eletto deputato al Parlamento Italiano nel Partito Repubblicano nel 1919. Laureatosi in medicina, fu assistente universitario e poi medico negli ospedali di Venezia e Treviso; sarebbe stato tra i primi in Italia ad utilizzare i raggi X. Oppositore del regime fascista e ultimo segretario del P.R.I. ai tempi dell'Aventino, fu costretto ad assumere domicilio coatto a Mestre e poi all'esilio in Francia, assieme al fratello Mario. Conseguì la medaglia d'oro al valor civile. Gli è stata intitolata una via a Terraglio (Mestre nord).

Mario Bergamo
Fratello di Guido, durante il fascismo venne esiliato in Francia, dove dopo 10 anni morì. Fu autore di opere politiche e letterarie, tra cui Nazional comunismo, L'Italia che resta e Laicismo integrale.

Pietro Berna
(Mestre 1835 - 1919) Farmacista nonché politico cattolico e conservatore, fu sindaco di Mestre dal 1882 al 1892 e dal 1907 al 1910. Gli è stata intitolata una via a Carpenedo (Mestre nord).

Giuseppe Bettini
Medico mestrino e patriota deputato del comune nel 1848. Fu arrestato dagli Austriaci il 12 aprile 1849, assieme all'avvocato Antonio Rossetto e al farmacista G.B.Tozzi. Gli è stata intitolata una via a Mestre centro.

Riccardo Bottacin
Parroco di Chirignago (Mestre ovest) dal 1914 al 1958, anno della morte. Fece costruire la Chiesa di Catene. Autore di tantissime opere di carità, necessarie specie al termine dei due conflitti mondiali. Gli è stata intitolata una via a Chirignago (Mestre ovest).

Gino Breda
Nato alla Gazzera (Mestre) il 25 luglio 1915, cadde sul fronte balcanico il 21 agosto 1942. Gli è stata intitolata una via alla Gazzera (Mestre ovest).
 
Arturo Chiarin
(Mestre 1907 - Silea, Treviso 1945). Nato a Favaro (Mestre est), visse come pescatore a Favaro (Mestre est), a Burano (Venezia) e a Campalto (Mestre est). Diventò partigiano dal 1943 al 1945, quando morì in un'imboscata dell'esercito tedesco. Nel 1985 fu premiato con la Croce di merito di guerra alla memoria. Gli è stata intitolata una via a Favaro (Mestre est).
 
Jacopo Da Lio
Studente di legge, abitava a Chirignago quando si arruolò nella legione mestrina dei volontari Bandiera e Moro. Morì nella difesa di Forte Marghera dagli Austriaci il 26 maggio 1849. Gli è stata intitolata una targa nel municipio di Chirignago (Mestre ovest).

Antonio De Fanti
Notaio e giureconsulto mestrino del XVI secolo. Gli è stata intitolata una via a Mestre centro.

Giovanni Felisati
(Mestre 1909 - Venezia 1944). Operaio, fratello del pittore Vittorio. Partigiano, soprannominato "El Moro", fu arrestato l'8 gennaio 1944 e fucilato a Venezia dopo l'attentato a Ca' Giustinian. Gli è stata intitolata una via a Mestre centro.

Erminio Ferretto
(Mestre 1915 - Bonisiolo, Mogliano 1945). Piccolo commerciante, divenne ben presto un antifascista. Combatté nella guerra civile spagnola. Aderì al Partito Comunista Italiano; nel 1939 venne internato nei campi francesi di Gurs e Argeles; nel 1941 fu condannato a cinque anni di confino sull'isola di Ventotene. Liberatosi due anni dopo, partecipò alla resistenza nell'area di Mestre ma venne ucciso dai fascisti nella notte del 6 febbraio 1945, in un cascinale a Bonisiolo, vicino Mogliano Veneto. Gli è stata intitolata la Piazza principale di Mestre, già Piazza Maggiore e, dal 1901, Piazza Umberto I.

Giorgio Ferro
Partigiano mestrino, morì sui colli della Garfagnana il 17 settembre 1944. Gli è stata intitolata una via a Mestre, in prossimità di Piazza Ferretto.

Antonio Frisotti
(Mestre 1807 - 1879) Farmacista, fu patriota nei fatti del 1848. Arrestato, fu liberato nel 1866, quando il Veneto fu unito all'Italia. Gli è stata intitolata una via a Carpenedo (Mestre nord).

Antonio Lazzari
(Mestre 1798 - 1834). Studiò a Venezia, fu da prima disegnatore e quindi incisore: realizzò circa duecento incisioni all'acqua tinta, specie raffiguranti panorami di Venezia. Gli è stata intitolata una via a Mestre centro.

Edmondo Matter
(Mestre 1886 - Oppacchiasella 1916). Laureato in scienze economiche. Partecipò alla prima guerra mondiale, fu promosso capitano e morì nella presa di Oppacchiasella il 16 settembre 1916. Ottenne la medaglia d'oro al valor militare, attribuitagli alla memoria. Gli è stata intitolata una piazzetta, a nord di Piazza Ferretto.

Diomiro Munaretto
(Zelarino, Mestre ovest, 30 ottobre 1924 - Miane, Treviso, 6 febbraio 1945). Operaio meccanico, divenne partigiano, riuscì a sfuggire in più occasioni ai nazifascisti ma questi ultimi lo catturarono e lo uccisero a Miane nel 1945. Gli è stata intitolata una via a Zelarino. (Mestre ovest).

Angelo Pastrello
Nato a Campalto (Mestre est) nel 1918. Marinaio fuochista nell'esercito, morì salvando la vita a un commilitone nel 1942, nell'esplosione della caldaia della nave sulla quale viaggiava. Medaglia d'argento al valore nel 1942. Gli è stata intitolata una piazza a Favaro (Mestre est).
 
Ottaviano Ried
Fu sindaco del comune di Zelarino fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1926. Dal 1975 gli è stata intitolata una via a Zelarino (Mestre ovest).


Antonio Rossetto
Avvocato e patriota mestrino. Nel 1848 fu eletto nell'assemblea provinciale. Fu arrestato dagli Austriaci il 12 aprile 1849, assieme al medico Giuseppe Bettini e al farmacista G.B.Tozzi e detenuto a Padova per 75 giorni. Gli è stata intitolata una via a Mestre centro.

Everardo Scaramuzza
(Zelarino, Mestre ovest, luglio 1925 - 1945). Era tornitore. Divenuto partigiano, venne arrestato nel 1944. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 1945 venne legato e annegato o fucilato e gettato nel Sile assieme ad altri partigiani. Gli è stata intitolata una via a Zelarino (Mestre ovest).


Antonio Vendramin
Nacque a Carpenedo (Mestre nord) nel 1808. Nel 1848 fu eletto all'assemblea provinciale nella parrocchia di Carpenedo. Fu capitano della Guardia Civica. Morì a Venezia nel 1870. Gli è stata intitolata una via a Carpenedo.

Ulteriori informazioni:

Alessandro Cuk, Le vie di Mestre- i nomi, la storia: Mestre centro (volume I) a cura di Alcione Editore, Mestre 1997
Alessandro Cuk, Le vie di Mestre- i nomi, la storia: Favaro e Carpenedo-Bissuola (volume II), Alcione Editore, Mestre 1998
Alessandro Cuk, Le vie di Mestre- i nomi, la storia: Chirignago, Gazzera, Cipressina, Zelarino, Trivignano (volume III), Alcione Editore, Mestre 2000


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