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 Argomento: UCCIDI IL VENESSIANASSO
 Creato il: 26-05-2010 22:33 Risposte: 1 

.a
Utente da: 29-03-2007
Messaggi: 512
data messaggio:
26-05-2010 22:33

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L'altro giorno mi sono concesso una gita di puro piacere in una delle città più belle che conosca.
Ho imparato a parcheggiare la moto (gratis) al tronchetto, prendere il battello e farmi scaricare a San Basilio. In favore di sole verso le zattere con eventuale sosta-gianduiotto da Nico, per poi decidere se tagliare subito per gli Artigianelli verso l'Accademia e Santo Stefano, o internamente per Guggenheim, Ca' Dario, fino alla Salute.
Prima, in battello, mi giro. C'é il classico venessianasso che ad alta voce dice: "varda sti contadini, go da sentarme e el fio coi pìe pieni de merda sora ea carega...". C'era un nonno che distratto dal panorama non si era accorto che il nipote di 7-8 anni aveva appoggiato un piedino sul sedile vuoto davanti a lui.
Merda de qua, merda de ea...il venessianasso brontolava ad alta voce con fare cafone e razzista.
Assolutamente un classico. Ovvio che lo stesso concetto espresso in altro modo, non avrebbe suscitato alcuna reazione..., povero venessian, a saperlo prima...
Ma il nonno - che si era ovviamente girato - per ora non reagiva. Più che altro perché stentava a credere che ce l'avesse con loro e che fosse possibile tanta cafonaggine in un unico individuo.
Quindi inizio ad avvicinarmi io.
Ma non faccio in tempo ad intervenire che il distinto nonno ha gia fatto due più due vedendo il suo nipotino che, scandalizzato e visibilmente turbato, si chiude le orecchie per non sentire e si rifugia verso di lui.
La scena è splendida: il nonno si alza e si avvicina al buzzurro, quando è a venti centimetri lo minaccia semplicemente di morte o qualcosa del genere. Con un buon italiano con una cadanza meridionale, dice allo smargiasso di provare ancora una volta ad usare quelle parolaccie davanti a suo nipote, di provarci un'altra volta..., di provarci ancora, se ha il coraggio...
L'anziano va in crescendo, la merda è ammutolita. Interviene il marinaio donna e si frappone mentre la pantegana viene allontanata da un suo compare. L'anziano, capìta anche la velatura razzista (che codardo, era stato razzista solo" velatamente") gli urla che è più italiano lui che tutti i suoi avi messi insieme. Il cagainacqua e la sua sciona non reagiscono. Solo qualche borbottio incomprensibile. Si è evidentemente cagato in braga e si sta rendendo conto della colossale figura di merda davanti a cento persone. Anche il suo compare gli dice che "no se fa cussì col fio..."
Sbollita la situazione, mi siedo nel posto lasciato vuoto dal bimbo. Lui ha ancora le mani sulle orecchie. Gli faccio una carezza e gli dico di non preoccuparsi, che tutti vorrebbero un nonno come il suo che l'ha difeso così bene.
Il nonno mi ringrazia e mi dice che è emigrato 40 anni fa in America per seguire sua moglie ed era tornato per far conoscere a suo nipote la terra d'origine. Venezia prima tappa. Oggi primo giorno. A casa al bambino hanno insegnato l'italiano e lui è contento e orgoglioso delle sue origini.
Gli dico che non siamo tutti così e che spero che suo nipote un giorno possa ricredersi.
Intanto un'anziana signora, scendendo a San Basilio, accarezza il bambino: "no sta a ciapartea, ga fato ben to nono...". Io sono contento che l'abbia detto in dialetto, il perché è intuibile.
Mi trattengo ancora un po' col fiero anziano e il suo bel nipote.
Giusto in tempo per saltare San Basilio e per notare che il marinaio donna invita il bimbo in cabina per vedere come si pilota il vaporetto.
Vabbè, scenderò alle zattere, ma ne è valsa la pena. Orgoglioso di essere italiano, mica venessianasso.
Stavolta il gianduiotto di Nico me lo sbafo.
.a
Utente da: 29-03-2007
Messaggi: 512
data messaggio:
26-05-2010 22:36

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parolacce, vabbè dai, ovvio...

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