Looking for accommodation? Find the best deals!
Home
Forum
Chat
Ricerca utenti

Login Aziende e Utenti

Username

Password

Ricordati di me
Registrazione Azienda/Utente
Password dimenticata

ultime registrate

ultime collegate

0 aziende online

0 ragazze online

0 ragazzi online

ultimi registrati

ultimi collegati

02-09 SCUOLA POPOLARE DI PRATICA FIL...
07-09 copie d'Autore - sulle orme di
08-09 copie d'Autore - sulle orme di
09-09 copie d'Autore - sulle orme di
10-09 copie d'Autore - sulle orme di
11-09 copie d'Autore - sulle orme di

MESTRE.IT - FORUM

> indice del forum   > nuovo argomento   > rispondi
1

 Argomento: Così ti scrivo.
 Creato il: 08-05-2010 16:12 Risposte: 1 

black62
Utente da: 08-08-2006
Messaggi: 3693
data messaggio:
08-05-2010 16:12

rispondi

 L'insonnia è una brutta bestia. Dall'altra ha il pregio del quasi assoluto silenzio. Di coscienze assopite e perse tra le amorevoli braccia di Morfeo. La mente vaga e i pensieri si sovrastano. Hai bisogno della notte e del del silenzio per poter pensare a bocce ferme. Solo che poi cominciano a intrecciarsi inizi e conclusioni. Cose della vita insomma. Massimi pensieri o banali quotidianità. Ti guardi allo specchio e il viso è segnato, dalle vicende, dalle scomparse, da chi c'è e da chi non c'è, da chi ci vorrebbe essere e invece non può. Il pacchetto è lì e ne accendi un'altra, osservi la bottiglia e il whisky sta per finire. Gironzoli per la casa, spii negli scaffali, leggi i titoli sulle costole dei libri, ti ricordi quando usavi la Olivetti lettera 36, e pensi che oggi c'è il computer, internet, i telefoni che tieni in tasca e sorridi pensando al telefono con la rotella che girava.

Oplà! Un salto e ti ritrovi trent'anni dopo. Ne è stato macinato di grano, ne è passata di acqua sotto i ponti figli, mogli, mariti, fidanzati, amanti, amici traditi e traditori, coltellate sulla schiena, schiamazzi e grandi gioie. Sbirci negli album di fotografie e ricordi perfettamente quando è stata scattata, il momento e le persone che condividevano con te un pezzo di strada: più o meno faticosa. Lo osservi mentre dorme e pare impossibile il tempo che è passato. Pare impossibile che ci siano stati orgasmi, passioni, baci, incertezze, licenziamenti, nuovi lavori. Il whisky ora è finito neppure la consolazione di essere nell'oblio. Ne accendi un'altra, esci sul terrazzo e ascolti la notte, l'arietta soffia calda, qualche macchina passa. Inizi con i massimi sistemi: che facciamo? dove andiamo? per cosa? e per chi? Un mondo idiota e fotocopiato, stereotipato, senza guizzi, senza talenti. Forse davvero piccoli personaggi di un minimondo virtuale o irreale chissà. Personaggi ed interpreti. Quel giubbino di jeans ha trent'anni, esattamente ne ha viste quante chi lo indossa ancora. Impossibile averlo sentito muovere dentro di te, in un tempo che è sembrato eterno e che invece è stato un lampo. Impossibile ma vero, per quanto banale è un giro in giostra che dura troppo poco, sì, quando è passato, tempo troppo lungo o dilatato mentre lo vivi.

Entra uno spiraglio di luce, il balcone in legno non è stato chiuso bene, è mattino, devo andare in trasferta. Vado in bagno e mi guardo allo specchio, gli occhi sono pesti, l'acol ha il suo fascino, ma lascia il segno, anche se hai vent'anni. Mi vesto in fretta, butto un'occhiata alla stronza che dorme, i miei dormono, tanto chi se li fila, apro il "tacco", c'è un "deca": Mi basterà, il pullman è pagato e Nicola mi fa trovare il biglietto, cicche ne ho... se finiscono scrocco un po'.

Esco di casa, il cielo promette bene, è sereno e la temperatura è tiepida.

Io non lo so ancora, ma la mia squadra oggi vince.

.a
Utente da: 29-03-2007
Messaggi: 512
data messaggio:
08-05-2010 23:39

rispondi

Questa cosa del tempo l'hanno notata in tanti, l'hanno spiegata - più o meno - nel corso dei secoli. Ma io ci sarei arrivato anche da solo.
Niente è più sbagliato che abbinare una scala regolare al tempo. Un'unità di misura.
Il calendario ci inganna, anche l'orologio è falso. Quello pubblico in fondo l'hanno inventato solo pochi anni fa per far partire i primi treni inglesi, pochi attimi or sono se guardiamo la storia dell'umanità. Gli orologi e i calendari servono ad uniformare i nostri tempi che i realtà sarebbero - anzi sono - tutti difformi e personali. E non servono esempi fin troppo ovvi.
Possiamo velocizzare o rallentare il tempo. Ma inconsapevolmente. Dovremmo studiare il modo di farlo consapevolmente, forse  così un giorno potremmo riuscire a fermarlo. Più fondi per la ricerca santoddio!
Se poi provassimo a fare tutti insieme, quella cosa di rallentare il tempo, potremmo arrivare un giorno a fermarlo. Il calendario avrebbe una sola pagina con una sola data. Io voterei per una bella giornata dei primi di giugno.
L'ora potrebbe essere quella che volge al desìo, quella che " ai navicanti e 'ntenerisce il core".
Ma saremmo tutti annoiatissimi. Per fermare il tempo bisogna fare cose noiosissime. E tutti insieme!
Chissà se poi ci riuscirebbe di tornare indietro..., chissà se esiste qualcosa di più noioso che "noiosissimo"...
Una cosa così noiosa che non solo "non ti passa più", ma addirittura ti aumenta, ti si allontana. Ecco, ecco..., stai tornando indietro nel tempo!
E i colori del giubbino di jeans pian piano si ravvivano. Gli strati di perborato svaniscono ad uno ad uno e lui riprende vita e colore. Starà meglio sulla nostra schiena liscia e libera dalle cicatrici delle coltellate.

La partenza è una dei momenti che preferisco. La domenica mattina c'è poca gente per strada, quasi nessuno, e poi tutto deve ancora accadere, tutto è ancora una sorpresa. La prima sciarpa ti dice che non ti sei sbagliato, allora è vero che si parte. Volti assonnati, mani in tasca e testa ancora bassa. Fa pure un po' freddino. Bello, bello...
I desperados sono in partenza. Amici nella città vuota, sembra proprio che questa sia casa mia e so che in pochi lo capiscono.
Forse valeva la pena annoiarsi un po'...

Grazie Black.

> nuovo argomento   > rispondi
1


ita

eng


Documento senza titolo