Perfomance finale del laboratorio teatrale - TEATRO IDEA
Max Aub scrisse i “Delitti esemplari” intorno alla metà degli anni ’50.
Immaginò di raccogliere una serie di brevi testimonianze di omicidi efferati da coloro che li avevano commessi, i quali si confessavano, raccontandone motivazioni e particolari.
Ma la drammaticità del fatto di sangue lascia il campo al sarcasmo, alla risata macabra, alla partecipazione e alla condivisione.
Le antipatie, le insofferenze, gli insopportabili incontri della giornata di ognuno sfogati e liberati in delitti senza castigo.
Delitti che sono baleni di fantasia, brividi leggeri di follia che attraversano le menti di ogni uomo, ogni giorno. Inconfessabili pulsioni, realta' vestite di surreale, verita' visionarie e provocatorie partorite dallo spirito anarchico di Aub, scrittore di lingua spagnola, nato a Parigi nel 1903, emigrato nel '14 in Spagna, rinchiuso dal '39 al '42 in campo di concentramento perche' ritenuto comunista, scappato rocambolescamente, e rifugiatosi in Messico dove mori' nel '72.
Un vicino di casa che russa tutta la notte impedendoti il giusto riposo. Un signore distinto che al ristorante seduto di fronte invece di mangiare rumina. Tutto ha un limite. La pazienza tende a scemare, "il porcume sprona all'ardimento" e scocca l'ora del delitto.
Delitto per finita sopportazione, delitto per buon gusto, delitto per giustizia: "delitti esemplari".
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